De Chelu

La nostra storia

Come e perché un’idea a volte prende forma e diventa un’impresa.

storia_liquore_liquiriziaFino al Dicembre 2009 il Liquore di Liquirizia era solo una ricetta, dettatami telefonicamente da una cara persona di famiglia (Maria), conservata gelosamente tra tante in un raccoglitore.
Prossimi al Natale, ho avuto comunicazione che l’azienda presso la quale lavoravo non avrebbe rinnovato parecchi contratti di lavoro tra cui il mio. Senza farci prendere troppo dallo sconforto, con il desiderio di riuscire a vivere serenamente quel Natale e con la speranza che il Signore avrebbe comunque provveduto a noi, io e mia moglie Manuela ci siamo adoperati per produrre, con le nostre mani, qualcosa che diventasse un presente da donare ai nostri cari in occasione della Notte Santa, “frutto della terra, del nostro lavoro e dei talenti che ognuno di noi possiede”.
In quei giorni abbiamo rispolverato antiche ricette di famiglia, raccolto frutti e varie spezie dei boschi e con questi abbiamo confezionato liquori, marmellate e toping.
Confezionati ed etichettati per bene, la Notte hanno avuto un grande successo.
Nei giorni successivi al Natale, ad iniziare dai parenti ed amici, abbiamo iniziato a ricevere alcune richieste.
In particolare i liquori erano piaciuti molto, ampiamente promosso, soprattutto da due amici ristoratori (uno dei quali Sommelier molto apprezzato nel settore), il liquore di Liquirizia.
In quei giorni gli amici ristoratori lo hanno fatto assaggiare a tutti i loro amici e conoscenti.
A furor di popolo il liquore doveva intraprendere la strada per la produzione!

 

L’Albero Buono.

Il periodo storico che stiamo attraversando non è dei migliori, i risparmi sono pochi, ma l’ostacolo più grande è la mia mentalità: “non sono un imprenditore! ”.

Vengo da una famiglia dove “il posto sicuro” ha garantito lo stipendio prima e la pensione poi, l’ideale per chi desidera, in “serenità”, progettare il proprio futuro.

Accettare di doversi lanciare e tentare la strada dell’imprenditoria.. un bel salto! Metter su un laboratorio poi? Fuori dalla nostra portata!

È il 2013 quando Marco, un caro amico che come me ha vissuto il dramma della disoccupazione, mi regala un libro.
“Figuriamoci! Io che leggo un libro! Io che da bambino mi facevo leggere le fiabe da mia sorella Sonia ed oggi i libri da mia moglie Manuela!”.
Fino ad ora sono pochi i libri che ho letto in autonomia, ma quando trovo una lettura interessante la divoro, sottolineo e leggo più volte.
Marco vorrebbe aprire una gelateria, è figlio di imprenditori, conosce il rischio d’impresa e sa del mio progetto..
Il libro rimane li, in una mensola.
Io credo nella provvidenza e Marco è un ragazzo di fede, sia mai che mi converrà leggere quel libro!.Il titolo è “Grom. Storia di un’amicizia, qualche gelato e molti fiori”.
Dopo le prime pagine inizio ad appassionarmi. È la storia di due professionisti che in un settore a loro del tutto ignoto diventano leader per il semplice motivo che puntano a quello al quale anch’io vorrei puntare: prodotti di altissima qualità. Guido Martinetti e Federico Grom, i protagonisti, sono diventati ormai i miei idoli! Leggere, rileggere e sottolineare sul libro non basta più, devo assolutamente contattarli!
Mi presento a loro spedendogli una cassetta di legno da me lavorata meticolosamente a fuoco, contenente il liquore di liquirizia ed altri miei prodotti. Il gesto è molto gradito ed il dono ricambiato. Inizia così uno scambio epistolare ed io, presa un po’ di confidenza, non posso non cedere alla tentazione di chiedere loro una mano.
Quante volte sarà capitato anche a me, quando lavoravo, di ricevere richieste d’aiuto. Spesso mi è stato possibile dare una mano, ma altrettante, magari perché impossibilitato o poco attento ai bisogni altrui, non l’ho fatto.
La disoccupazione è una condizione logorante, se si protrae per troppo tempo incide negativamente sull’autostima e sulla fiducia in se stessi. Mi trovavo all’inizio del percorso, desideravo riacquistare presto la mia dignità di lavoratore e a rischio di diventare pesante, probabilmente gli ho chiesto aiuto una volta di troppo.
Le mie mail non ricevono più risposta!
Finisce così la corrispondenza con Guido.
Ho avuto però una lezione in più e dal libro ho preso spunti interessanti.

Il tempo passa e le uniche opportunità di lavoro sono occupazioni saltuarie, nella maggior parte dei casi di breve durata. Intanto il tarlo della Liquirizia ha raggiunto ormai la mia corteccia cerebrale! La ricetta, modificata ed affinata negli anni è testata in larga scala, piace sempre di più.

Devo trovare un liquorificio al quale appoggiarmi, un commercialista onesto e capace, un grafico che dia valore al prodotto che verrà. L’appoggio della mia famiglia è totale.

Frequento da tempo la Comunità Missionaria di Villaregia e all’interno ho coltivato delle belle amicizie. Tra queste oltre a Marco c’è Christian, al quale al termine di una cena a casa mia ho fatto assaggiare il liquore di liquirizia e ho parlato dell’idea che da tempo desidero realizzare.
Credete alla provvidenza? Christian, all’epoca non lo sapevo, è Dottore Commercialista! Trova il mio liquore spettacolare e mi incoraggia a portare avanti l’impresa. Con la sua guida, se lo desidero!
Ora ho il Commercialista e soprattutto crede fortemente nel mio progetto.

Dopo aver ricevuto dal proprietario di un liquorificio della mia zona una proposta collaborativa non proprio onesta, nel 2014 al termine della Messa Domenicale mi fermo a parlare con una amica, Armida. Lei, ascoltando i miei progetti e le difficoltà incontrate, mi consiglia di contattare il proprietario di un liquorificio di sua conoscenza. Ne parla come di una persona in gamba e onesta, si chiama Mauro.
Lo contatto e l’impressione è positiva, pare un imprenditore serio e con un giusto accordo mi offre l’opportunità di poter produrre, nella sua azienda, le mie prime bottiglie di liquore di Liquirizia.

Desidero che questo liquore venga confezionato in una bottiglia elegante e l’etichetta deve ricordare a chi l’osserva che il prodotto è genuino ed artigianale. La bella bottiglia l’ho trovata ma ci vuole un grafico che abbia gusto e pazienza.
Dal cilindro spunta fuori Silvia, un’amica che fa il grafico da tempo. È un artista, ha buon gusto, sa ascoltare, comprendere ciò che vuoi realizzare e materializzarlo quasi lo estraesse dal tuo cervello! Si occuperà anche del sito web. L’etichetta è realizzata, sono soddisfattissimo!

Nasce così, il 20 Settembre 2015, il liquore di Liquirizia De Chelu, con le sue prime 284 bottiglie.

E ora?

Lavoro sodo, qualche porta in faccia, tanti autorevolissimi complimenti, tra i quali non posso non citare quelli:

dello Chef Massimiliano Alajmo del Ristorante Le Calandre – 3 ★★★ stelle Michelin

dello staff dello Chef Massimo Bottura del Ristorante Osteria Francescana – 3  stelle Michelin

dello staff dello Chef Niko Romito del Ristorante Reale – 3 stelle Michelin

dello staff dello Chef William Zonfa del Ristorante Magione Papale – 1 stella Michelin

dello staff dello Chef Enrico Croatti del Ristorante Dolomieu – 1 stella Michelin

dello staff dello Chef Vinicio Tenni del Ristorante Il Gallo Cedrone – 1 stella Michelin

dello Chef Roberto Petza del Ristorante S’Apposentu – 1 stella Michelin

dello Chef Stefano Deidda del Ristorante Dal Corsaro – 1 stella Michelin

del presidente dell’AIS Sardegna (Associazione Italiana Sommelier), Sig.ra Pilloni Giuseppina

e del F&B MANAGER della ACCORHOTELS Sig. Mhamed Harzallah

Il Liquore di Liquirizia De Chelu è presente nelle più note ed apprezzate Enoteche, servito da riconosciuti esperti Chef ai tavoli dei migliori Ristoranti ed Hotel, alcuni dei quali stellati e presenti nel circuito della Guida Michelin, premiati con le tre forchette e presenti nella Guida Gambero Rosso, nelle Regioni: Sardegna, Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Puglia, Sicilia

Non ci montiamo la testa!
Le spese sono tante, alcune inaspettate ed il prezzo di lancio del liquore non consente il recupero dell’investimento in tempi brevi. È il rischio d’impresa. Affidiamo tutto alla provvidenza.

“L’albero buono si riconosce dai frutti, se questo è opera del Signore prima o poi darà buoni frutti”.

 

I Fiori.

Trascorsi due anni dalle prime 284 bottiglie, colme di speranza al profumo di liquirizia, i feedback positivi accompagnano la costante crescita della nostra piccola azienda.
L’entusiasmo di rivenditori e consumatori, estimatori del nostro prodotto, ha nutrito la nostra tenacia. Il marchio De Chelu è sempre più sinonimo di qualità.

La qualità, punto di partenza per poter tendere all’eccellenza, è un percorso che richiede ricerca, pazienza, dedizione, sacrificio e molta umiltà.

Nel 2016 durante la presentazione del liquore presso l’Hotel & Resort Pullman Timi Ama, marchio internazionale di alta gamma del gruppo AccorHotels, il F&B Manager, Sig. Mhamed, degustato il nostro prodotto esclama, “conosco una persona che ha una grande esperienza nel settore vini, liquori e distillati! Gira il mondo, sempre alla ricerca di eccellenze. Mi rivolgo a lui se devo acquistare dei prodotti al top e sono certo che avrebbe piacere di provare questo liquore! Si chiama Marcello. Ti consiglio di metterti in contatto con lui, potrebbe presentare il tuo liquore ad un’azienda di distribuzione di prodotti di nicchia. Intanto inseriamo subito questa bontà nella nostra carta dei liquori!”.

Sono colpito dalla calorosa accoglienza di Mhamed e dal suo desiderio di darmi una mano, ma restio all’ipotesi di cedere il compito della distribuzione del mio liquore a terzi. Ci penserò. Di una cosa sono certo: come già appurato il Signore opera anche tramite le persone che incontriamo. Se Lui è con me …!

Il mese successivo una campionatura del liquore di liquirizia De Chelu e sul tavolo di Marcello Barberis, il suo responso e quello del gruppo di degustazione è, “troppo buono, ci faremo sentiremo presto”.

Tra i presenti alla degustazione, oltre al Sig. Marcello, ed a esperti sommelier, era presente Paolo Gargano, socio e amministratore delegato di Fine Spirits. Il Sig. Gargano mi telefona nella Primavera del 2017.

Paolo è una persona molto cortese. Prima di contattarmi ha voluto giustamente documentarsi sul web, ha visitato la nostra pagina ed è piacevolmente colpito dalla nostra storia. Senza grandi giri di parole mi chiede se posso essere interessato a stringere una collaborazione con loro. Conosco la Fine Spirits. Si tratta di una giovane azienda italiana, con un team di grande esperienza. Ricerca, seleziona e distribuisce prodotti artigianali di qualità, provenienti da tutte le parti del mondo, destinati ai veri appassionati del mondo dei distillati.

Accetto, ne sono onorato.

Dal 2018 il liquore di liquirizia De Chelu è distribuito per l’Italia dalla Fine Spirits, fatta eccezione per la regione Sardegna, la mia terra, dove continuerò ad occuparmene personalmente.

C’è una frase che tengo sempre bene a mente, “i frutti si colgono quando sono maturi”. La pronunciava spesso mio nonno Antonio, nato, e subito orfano. Con il dizionario in una mano, sa trunfa nell’altra, e le greggi da governare, progettando un futuro migliore, studiava da autodidatta all’ombra delle querce del suo paese natio, Atzara. Piccolo paesino, gioiello nel Mandrolisai. Raccolse i frutti della sua tenacia e grazie al lavoro nella grande città, crebbe una famiglia numerosa. Conservò un legame stretto con la sua terra, della quale elogiava, tra le tante cose, il suo buon vino, o come scherzosamente amava definirlo, “Succo d’uva!”.

Questo per noi è il periodo della fioritura. Per i frutti, se Dio vuole, arriverà il tempo, ma desideravo completare questo nuovo capitolo, raccontando della tenacia di Antonio, perché con la stessa sua determinazione guardiamo al raccolto.

“Il Signore ci conceda una splendida primavera”.